Il nuovo Stadio di Taranto per i Giochi del Mediterraneo 2026: un progetto Cecchetto&Associati
Il 21 agosto 2026 l’Inaugurazione dei XX Giochi del Mediterraneo
Il nuovo Stadio Iacovone di Taranto, firmato Cecchetto&Associati, sarà uno dei principali palcoscenici dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026.
Cecchetto&Associati si è occupata della progettazione architettonica e del progetto d’insieme, curando tutti gli aspetti del nuovo involucro: dal design, alla scelta dei materiali, allo studio degli effetti di traslucenza, trasparenza e riflessione delle superfici.
Dall’aggiudicazione della gara nel 2024 all’inaugurazione del 21 agosto 2026
A seguito dell’aggiudicazione della gara nel 2024, Cecchetto&Associati ha sviluppato il progetto esecutivo del nuovo Stadio, curandone configurazione architettonica, il volto e l’inserimento paesaggistico.
La progettazione architettonica ha affrontato una duplice complessità: il riutilizzo di alcune strutture preesistenti e il loro inserimento in un ambito urbano periferico. Il risultato è un impianto contemporaneo, conforme ai parametri internazionali UEFA Categoria 4 e pensato per vivere 365 giorni all’anno, ospitando non solo competizioni sportive ma anche eventi e manifestazioni di alto livello.
Il progetto prevede una completa riorganizzazione degli spazi interni, con aree media e stampa, spazi per gli atleti, aree commerciali, hospitality e spazi per eventi culturali e sociali.
Il nuovo Stadio il 21 agosto ospiterà la Cerimonia ufficiale di apertura dei XX Giochi del Mediterraneo. Un momento di particolare rilevanza per Taranto e per l’intero territorio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La complessità dell’intervento ha richiesto un team multidisciplinare, con Studio Bolina di Mestre per la progettazione strutturale e DFP Ingegneria di Napoli per quella impiantistica.
Acciaio, luce e trasparenza: l’involucro come schermo urbano
Nel progetto di uno stadio, l’involucro esterno è uno degli elementi principali per definire l’identità e la riconoscibilità architettonica dell’impianto sportivo.
Nel caso dello Iacovone, la forma dell’involucro si sviluppa con sezioni variabili, modellate in relazione ai diversi affacci verso il contesto e capace di conferire all’edificio un forte dinamismo espressivo. Per il rivestimento si è scelto l’acciaio, materiale che appartiene alla storia recente di Taranto e, al tempo stesso, garantisce una sostenibilità dal punto di vista economico, manutentivo e di “fine vita”, oltre che un’installazione modulare utile per ridurre le tempistiche.
La lamiera stirata e forata, caratterizzata da tagli inclinati, reagisce alla luce e cambia aspetto in base al punto di osservazione, diventando più o meno trasparente e lasciando intravedere strutture e gradonate. Ne nasce un continuo gioco di luci, ombre e trasparenze che rende la pelle dello stadio quasi immateriale.
All’imbrunire, lo stadio si trasforma in un vero e proprio “schermo urbano”, animato da luci e immagini in movimento che proiettano all’esterno ciò che accade nello Stadio, rafforzandone il legame con la città.
Esperienza e ricerca nell’architettura per lo sport
Il nuovo Stadio di Taranto raccoglie e sviluppa le esperienze maturate negli anni da Cecchetto&Associati nella progettazione di edifici e infrastrutture sportive.
Un percorso che comprende, tra gli altri, il progetto per lo Stadio dell’Atalanta a Bergamo, sviluppato con Ove Arup, i progetti per gli stadi di Siena e Venezia e il nuovo Centro Sportivo di Pieve di Soligo.
Esperienze diverse accomunate da una stessa visione: considerare lo stadio non come un oggetto isolato, ma come una parte della città, capace di costruire nuove relazioni con lo spazio urbano e con il territorio.


