Cuneo Exhibition Space

Il riuso dell’ex Frigorifero Militare nel centro della città

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Come riusare e ridare vita ad un edificio che oggi è poco più di un rudere, silenzioso e assente. Candidato per essere uno dei nuovi cardini del polo culturale di Cuneo, con il Museo Civico e la Biblioteca Comunale.

Pur di modeste dimensioni, l’edificio dell’ex Frigorifero Militare, ha una posizione strategica che può avere un rilevante ruolo nel futuro assetto di tutto il comparto urbano di Cuneo Nord.

E’ infatti posto lungo il bordo del centro storico e al centro del denso tessuto edilizio.

Ma il suo riuso sottende un’altra importante scommessa: trasformare un “rudere”, un edificio opaco ed assente in una “lampada urbana” capace di illuminare l’intorno, comunicando eventi, messaggi, immagini di futuro all’intera città. Creando così un edificio pulsante, capace di “vivere e comunicare” per tutto l’arco della giornata. Di giorno e di sera senza mai spegnersi.

Un “contenitore” quindi contemporaneo, che ospiti contemporaneamente al proprio interno, varie attività oltre ad uffici: laboratori, locali per studio e ricerca, aree di sosta e ricreative, spazi per attività espositive, un ristorante panoramico all’ultimo piano e un bar al piano terra, che coinvolga sia lo spazio esterno pedonalizzato di via Sette Assedi che il cortile interno.

Un edificio “collettivo” capace di creare continue e positive sinergie tra diversi usi, interlocutori e utenti.

Il nuovo edificio è perciò pensato come un contenitore leggero ed essenziale che non entra in concorrenza con il linguaggio e i materiali dell’ex Frigorifero. Flessibile e pieno di luce. In grado di offrire inaspettate trasparenze e dialoghi tra esterno ed interno. Mettendo il più possibile in comunicazione il cortile interno con i nuovi spazi pedonali di via Sette Assedi.

Non a caso quindi l’involucro in acciaio e vetro ha una seconda pelle in teli traslucidi e retroilluminati, in grado di “comunicare” all’esterno, immagini delle collezioni artistiche e di manifestazioni in atto. I teli retroilluminati dell’involucro, distanziati di 60 cm dalle vetrate, hanno un modulo di 3,5×4,0 metri e sono apribili a vasistas verticale, ruotando su un perno posto a ⅓ del pannello.

Durante il giorno diventano delle “bandiere” che garantiscono una vista completa della piazza e dell’ex complesso di San Francesco, per schermare, se necessario, l’eccessivo irraggiamento delle vetrate.

Di sera, all’imbrunire, l’involucro in tela trasforma l’edificio in un contenitore “multimediale”, in una pelle che si anima.

Passato e futuro, pesante e leggero, possono così dialogare senza confondersi, valorizzando nel contempo le loro diverse identità.

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